Francesco
Gambino
L'ASCOLTO TERAPEUTICO PER ANZIANI
(febbraio 2009)
L’attribuzione di un potere magico alla musica e la
funzione religiosa e terapeutica dei suoni sono elementi
costanti dell’esperienza umana.
L’uso dell'ascolto musicale con anziani e malati
d’Alzheimer come rapporto terapeutico rassicura,
rasserena, risveglia abitudini, attiva l’esperienza di
emozioni, facilita l’attenzione, la coordinazione dei
movimenti e l’uso della parola.
L'ascolto terapeutico amplifica potenzialità che
troviamo non solo conservate ma sviluppate in virtù di
quella universale “arte di vivere” che affronta il
cammino nonostante la perdita di riferimento.
La musica è considerata come un potente strumento per
gli anziani ed è utilizzata per portare a ricordare
eventi passati e le sensazioni e le emozioni associate a
tali memorie. Se è usata per evocare ricordi positivi,
si ritiene sia in grado di creare un’atmosfera di relax
e di piacere.
Curare una persona significa innanzitutto prendersene
cura e migliorare, per quanto possibile, la sua qualità
di vita. Nonostante il progressivo deterioramento delle
sue facoltà cognitive e funzionali, in molti casi il
malato di Alzheimer è in grado di ricordare le melodie e
spesso anche le parole di motivi che sono stati la
colonna sonora della sua vita.
Quale la spiegazione? Secondo gli esperti probabilmente
il motivo è che l'ascolto musicale coinvolge l’individuo
principalmente sul piano emozionale e non su quello
cognitivo. E sono le emozioni a riportare a galla le
parole di una canzone o il suono di uno strumento.
“Il potere del suono che restituisce al paziente ponti
privilegiati di comunicazione”.
L’anziano, anche quello che non ha ricevuto
un’educazione musicale, ha una competenza esperienziale
in tutto quello che concerne il campo sonoro-musicale:
la conoscenza di canti, il ricordo di eventi sonori per
lui significativi, le pratiche sociali inerenti la
musica come il ballo, le serenate, il cantastorie e gli
strumenti musicali.
Questo bagaglio sonoro-musicale che l’anziano si porta
dentro, che lo accompagna, che parla della sua storia,
del suo vissuto, dei suoi sentimenti, della sua
sensibilità, delle vicende passate, della sua cultura
diventa materiale su cui lavora il musicista e il musico
terapeuta. L’anziano è dunque considerato una persona
ancora ricca di potenzialità, di speranze, di desideri e
di bisogni da attivare, conservare, preservare e
rispettare.
La musica popolare come ascolto terapeutico lavora sulle
parti sane dell’anziano e suo obiettivo primario è
quello di valorizzare tutte le potenzialità residue; la
musica diventa così un mezzo per prendersi cura degli
anziani troppo nostalgicamente legati al passato e
quindi incapaci di vivere un presente proiettato nel
futuro, e degli anziani che presentano problemi di
depressione, aiutandoli ad accettare il proprio processo
d’invecchiamento e/o ad elaborare un lutto.
L’ascolto musicale è, inoltre un vero e proprio mezzo
per “l’attivazione delle funzioni cerebrali, poiché è
un’azione complessa che coinvolge non solo la componente
affettiva della persona ma anche quella razionale. E’
dimostrato che l’ascolto della musica con un
atteggiamento prevalentemente dominato dalla emotività
provoca un netto aumento dell’attività cerebrale
nell’emisfero di destra, mentre un ascolto
analitico-interpretativo, che si accompagna alla lettura
dello spartito, produce un aumento della funzionalità
dell’emisfero di sinistra” (Marco Trabucchi in
Lorenzetti L.M., 1984).
Alcune funzioni ed obiettivi generali dell'ascolto
terapeutico per anziani:
- si può ridurre il ritiro e l’isolamento sociale
- è possibile ridurre i comportamenti ansiosi
- si possono alleviare sentimenti di dolore, la
depressione o la noia
- si può migliorare l’autostima
- si può facilitare il processo di auto espressione
- essa può contribuire a mantenere la capacità mentale
- si può mantenere la funzionalità fisica.
Ascoltare e canticchiare vecchie canzoni crea
un’atmosfera gioiosa e distesa, grazie alla quale
l’anziano si diverte, si rende più disponibile nei
confronti degli altri e partecipa attivamente
all’attività di gruppo.
In questo filone di Ascolto Terapeutico per anziani si
inquadrano molto bene le musiche popolari raccolte ed
interpretate da Leonardo Trevisan.
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(aprile 2010)
Ecco
due nuove ricerche che potenziano ulteriormente la
bontà, l’utilità e l’efficacia dell’Ascolto Terapeutico
per gli anziani con i Canti Popolari Veneti da noi
presentati in modo soft.
Uno
studio condotto dal gruppo di Ricerca Geriatrica di
Brescia, coordinato dal prof. Trabucchi e reso noto in
pubblicazioni recenti evidenzia come le terapie soft,
non farmacologiche, si sono dimostrate efficaci per
aiutare i pazienti affetti da Alzheimer, collegandosi in
maniera ideale all’Ascolto Terapeutico dei Canti
Popolari Veneti suonati con la fisarmonica dal prof.
Leonardo Trevisan e con i benefici e l’entusiasmo
riscontrati durante le sedute da noi effettuate con
piccoli gruppi di persone anziane sia fuori che dentro
le Case di Riposo.
Il
perché di tutto questo?
La musica funziona come una sorta di “chiave” per
accedere alle emozioni dei malati: riduce l’ansia, la
depressione e i disturbi comportamentali dei pazienti.
Sull’aggressività, l’agitazione, le allucinazioni la
musica può essere perfino più efficace dei farmaci,
senza però alcun effetto indesiderato.
Anche
una ricerca dell’Università di Tolosa in corso di
pubblicazione ha dimostrato che in questo modo si
riducono del 60% i disturbi comportamentali, il paziente
migliora la sua alimentazione e si creano le condizioni
per un miglior adattamento all’ambiente.
In
conclusione, se l’ascolto terapeutico della musica
funziona nei pazienti affetti da Alzheimer, come
evidenziano i due studi, ancor più funziona sugli
anziani soli, depressi, demotivati, distaccati dal
mondo.
È alle
persone con questo tipo di problemi che noi dedichiamo
il nostro lavoro, lasciando ai ricercatori che hanno a
disposizione strutture più attrezzate il compito di
evidenziare i benefici della terapia nelle persone
affette da Alzheimer.
(Alcuni
concetti sono stati estratti dai siti internet
“musicoterapia e anziani www.benessere,com” e
"Musicoterapia con anziani
e Alzheimer
www.pamonline.it", da recenti pubblicazioni
specialistiche
ed elaborati dal
sottoscritto medico di base in pensione, pediatra,
medico per decenni in una residenza per anziani, con
esperienze passate di “ascolto terapeutico in
gravidanza” e recenti in “musica per neonati”.)