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CONTADIN Diego Stefani |
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Contadin
O contadinh
Ma contadinh
Fa' finta de gnhjnt
Asa che i dighe |
Contadino
Oh contadino
Ma contadino
Fa' finta di niente
Lascia dire |
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Ogni arte e mestiere trova la sua precisa dimensione quando si riesce a collocarlo nell'habitat naturale. L'autore, nato e cresciuto a Combai, si riferisce al contadino di quei luoghi (siamo nell'alto trevigiano); la mano callosa rappresenta l'indelebile testimonianza di questa realtà. Qui il coltivare la terra è principalmente un lavoro manuale. Mestiere senza tempo, tanto ingrato quanto indispensabile, che forgia e tempra l'uomo e lo rende saggio e riflessivo. Difficile accettare il progresso e la "civiltà"; questi fenomeni del nostro tempo talvolta distruttivi. Si chiude con "l'inno alla sopravvivenza". Perché l'uomo non desista dal lottare, dal conservare intatti i valori della cultura contadina. La mano callosa del contadino è l'ancora di salvezza di un bene inestimabile: il frutto genuino e naturale della nostra terra. |