EMIGRAR

Diego Stefani

Emigrar

Fati de piera
se là
te la crosera
cô i ostri
musi tristi e rasegnadi
cô i ostri fagot
e le valise de carton
cô entro
quatro strathe e na sopresa
che la ve basta
par tuta la staionh.

Cô me pense,
la tel scur dela matina
l'ultimo baso
prima de partir
ancora ades
an grop tel col me riva

tel taser
se sentia
al piander de mi e memare
che mi
la cenee streta.

Me par de veder al me paes
resta de veci e noi bociete
ve vede anca contenti
come quei tenpi
quande genesi a casa prima de Nadal
cô le ostre valise
cô entro le ostre fadighe
che par noi vesi ciapà.

Sentha farlo a posta
se stati mesi là dale tre strade
che le và
in tute le direthion
se stati mesi là
par ricordar la ostra vita
che par Miane
le na granh storia
col sperar
che ale prosime generathion
la ghe serve da memoria.

Emigrare

Fatti di pietra
siete là

nell'incrocio
con i vostri
visi tristi e rassegnati
con i vostri fagotti
e valigie di cartone
con dentro
quattro stracci e una sopressa
che basta
tutta la stagione.

Quando penso
là nel buio del mattino
all'ultimo bacio
prima di partire
ancora adesso
mi viene un nodo alla gola


nel silenzio
si sentivano
il mio pianto e quello di mia madre
che
stringevo forte.

Mi sembra di vedere il mio paese
rimasto di vecchi e di noi bambini
vi vedo anche contenti
come quel tempo
quando arrivavate a casa prima di Natale
con le vostre valigie
con dentro le vostre fatiche
che per noi avevate guadagnato.

Casualmente
siete stati messi in mezzo alle tre strade
che vanno
in tutte le direzioni
siete stati messi là
per ricordare la vostra vita
che per Miane
è una grande storia
sperando
che alle prossime generazioni
possa servire come ricordo.
 

CONTADIN

FILÒ

TERRA MEA

AL GAL

PIPO

EMIGRAR

RADICI DE CANP

TRATÒR

BORGO THIMAVILLA

MILANH

VENDEMÀR

LE ME MONTAGNE

 

 

indice autori            

            

home

 

Emigrare - cercare altrove quanto la tua terra non ti può dare.

Triste storia degli anni trascorsi che accomuna, con rare eccezioni, tutte le famiglie di Combai e di tantissime altre realtà locali.

Ecco allora puntuale ed efficace, testimonianza indelebile di tanto pellegrinare, il monumento all'emigrante del noto scultore Marbal.

Scolpite nella pietra con grande maestria, le facce tristi e rassegnate degli emigranti che ricordano, a quanti hanno memoria, i sacrifici operati e la dura realtà di un pane onestamente sudato oltre frontiera.

L'autore, davanti al monumento, ritorna con la memoria ai tempi trascorsi, a quando il padre (anche lui emigrante) lasciava il paese con povere valigie cariche di sogni, qualche speranza... e nulla più.