l'ascolto musicale Leonardo Trevisan

 

 



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Leonardo Trevisan

L’ascolto musicale sviluppa inoltre la sensibilità, il temperamento, la maturità. Arte che per alcuni opera pure come terapia, nel senso di rilassamento della tensione nervosa e soprattutto dello stress lavorativo. La formazione del gusto artistico è comunque una delle mete fondamentali di ogni civiltà.

Ora, prima di proporre l'ascolto dedicato al bambino, è bene dare uno sguardo a quel fenomeno, protagonista, in diretta relazione con l'ascolto musicale: la sensibilità, che è la capacità di percepire gli stimoli che giungono dagli organi di senso (udito, vista...).

 Essa si realizza con la trasmissione degli impulsi sensoriali dai recettori periferici specifici all'area sensitiva corrispondente della corteccia cerebrale, dove hanno sede le cellule più importanti che elaborano la nostra coscienza e il nostro pensiero: l'intelligenza e la volontà, il dolore, il piacere, la gioia, l'amore e l'odio.

Tutti gli stimoli esterni o interni dell'organismo umano vengono coordinati e selezionati, acquistando un significato che, a seconda del caso, fa scattare, la reazione adeguata allo stimolo ricevuto.

Le sensazioni (stimolazioni) perciò determinano due tipi di risposta: la prima positiva, la seconda negativa.

La risposta positiva si ha quando il cervello riceve uno stimolo conosciuto o abituale; tale rapporto stimolo-risposta rientra nella normalità della vita quotidiana. Esempio: ascolto di brani musicali preferiti di tipo distensivo, osservazione di immagini piacevoli, letture  di  poesie e  di brani letterari confacenti al gusto e alla sensibilità del fruitore.

La risposta negativa avviene quando la corteccia cerebrale riceve uno stimolo improvviso, inatteso, di una certa intensità e quando si trova non solo in stato di impreparazione, ma soprattutto di prevenzione e di paura. In questo caso si mette in moto una reazione a catena, per cui subentra ansia, paura... Lo stato di ansia, il senso di paura proviene spesso da espressioni musicali di musica elettronica, concreta, dodecafonica e rock duro.

Si aggrava lo stato d'animo quando lo stimolo proviene dalla musica elettronica, concreta o dodecafonica, sentita in orario di riposo. Con questa musica, spesso trasmessa con senso dominato dalla dissonanza sonora e da elevata intensità, la risposta proveniente dalla corteccia cerebrale non sarà positiva e scatenerà un senso di smarrimento, di spavento, con reazioni improvvise, non controllate. Queste reazioni abnormi saranno più accentuate in persone neurolabili, sotto shock per precedenti disgrazie, eventi naturali non controllabili e soprattutto in donne in gravidanza, che sono già di norma più neurolabili.

Si crea così un circolo vizioso che scatena un aumento della tensione muscolare, la comparsa del dolore, della paura…

Per impedire la formazione di una sensazione artistica negativa, ogni bambino dovrebbe essere educato in modo da predisporre la corteccia cerebrale a reagire in modo ordinato e controllato a qualsiasi stimolo musicale.

Oggi purtroppo è possibile che in vari tipi di ambiente, compreso quello ospedaliero, la gestante possa percepire suoni musicali o rumori  che provocano una risposta negativa, facendo aumentare la tensione, l'agitazione e quindi il dolore con conseguenze non positive sulla gestazione e sul successivo espletamento del parto. Sarebbe, opportuno che le stanze, soprattutto quelle ospedaliere, fossero dotate di diffusori sonori in modo che la gestante possa ascoltare musica idonea al rilassamento e alla distensione.

Affinché la musica abbia effettivamente una funzione di distensione, rilassamento fisico e mentale, occorre che durante tutto il periodo della gravidanza la paziente si abitui a questa forma di rilassamento musicale (con un repertorio di suo gradimento). In questo modo, al  momento  opportuno, potrà essere potenziato l'effetto terapeutico della musica.
 

 

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